Vermouth


Italiano quanto la grappa, il Vermouth trae le sue origini nella splendida città di Torino nel 1786 da Antonio Benedetto Carpano; fu proprio lui a deciderne il nome, facendosi ispirare dall’Artemisia maggiore, pianta aromatica in tedesco chiamata Wermut.

Lo definirei “il vino delle chance”, poiché dava l’occasione ai vini giovani, con alta gradazione, di essere maggiormente apprezzati grazie a una particolare miscela di erbe aromatizzanti.

Secondo la legge italiana, il Vermouth è soggetto a varie limitazioni per garantirne la qualità:

  • i vini utilizzati devono essere prettamente italiani
  • la composizione totale deve contenere almeno il 75% di vino, sia esso bianco o rosso
  • la gradazione alcolica minima fissata è di 16% per la versione base, mentre per quella Superiore è 17%. Il Vermouth senza denominazione, invece, rimane a 14,5%
  • la quantità di zucchero può variare a seconda della tipologia: 130 gr per Vermouth Rosso, Bianco e Rosé, 50 gr per quello Dry e 30 gr per l’Extra Dry
  • per la colorazione, può essere utilizzato il caramello E150.

Come potete ben capire, esistono quindi moltissime tipologie di Vermouth: dolci, amari, più o meno chinati, mentolati, …

Ma oggi vi racconterò di uno specifico Vermouth…

IL VERMOUTH DEL CAVALIERE!!!           😊

Il Vermouth del Cavaliere è un particolare Vermouth prodotta dalla stessa azienda del famoso Amaro Lucano.

Contiene il 75% di vino Barolo DOCG del Piemonte e botaniche quali artemisia, origano, coriandolo e angelica. Questo Vermouth non prevede l’aggiunta di caramello poiché il Barolo presente dona al prodotto finale un bellissimo rosso rubino naturale.

Ho avuto la fortuna di poterlo assaggiare e posso assicurarvi che, per goderne di tutte le sue caratteristiche basta poco: un po' di ghiaccio e scorza d'arancia. Ottimo è equilibrio tra il dolce e l’amaro, e risulta speziato al punto giusto senza essere sgarbato, lasciando la bocca dolcemente sorpresa.

Il Vermouth del Cavaliere si presta molto bene alla miscelazione: ve lo consiglio abbinato al Bitter Mazzini, con una spruzzata finale di Spumante, oppure, accompagnato ad una semplice soda per un Americano coi fiocchi.

Potete trovare entrambe le opzioni nella lista di DrinKit di DrinNow per un Negroni e un Americano da paura!

Tornando alla tradizione italiana, invece, vi propongo un ulteriore abbinamento, che unisce Torino e Milano. Mi riferisco al MiTo, un classico tutto italiano composto da:

  • 4 mL di Vermouth Rosso
  • 4 mL di Campari
  • 1 spicchio di arancia
  • 3 cubetti di ghiaccio

Miscelata il tutto direttamente nel bicchiere e… il gioco è fatto!

È proprio da questa miscela rivisitata che nacque il cocktail Negroni: l’omonimo conte, infatti, non soddisfatto del MiTo, volle aggiungere il Gin per donargli i sentori del ginepro, dando vita al tanto famoso cocktail.

Secondo me, non ebbe torto: il Negroni non si batte. Poi col Broker’s … tutt’altra storia.

In attesa di vostri riscontri e domande, mi è venuta sete, quindi… alla prossima!

La vostra Gra, da DrinkNow!


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